Un po’ di nutella per il Ministro Zaia

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Leggo con interesse il post che il MInistro delle Politiche Agricole Onorevole Zaia ha pubblicato sul suo Blog.
Mi sembra interessante che un Ministro in versione 2.0 chieda ai propri lettori opinioni in merito alle frodi alimentari, consigliando giustamente di “..comperare cibi con una chiara denominazione d’origine..”.


Giusto, anzi giustissimo, quando la denominazione di origine è rispettata e valorizzata. Ma è sempre così?
Per quanto riguarda le DOC e le DOCG vinicole, vorrei riportare per intero un editoriale apparso sull’ultimo numero (Ottobre 2008) della rivista VQ (Vite, Vino e Qualità) a firma del Prof. Fregoni che dice testualmente:
“Le previsioni relative alla produzione della vendemmia 2008 non costituiscono come tali un falso in atto pubblico, ma la procedura con cui vengono stilati (indagine telefonica) sconsiglia di considerarle probanti. Ogni anno esse risultano caratterizzate da errori significativi, soprattutto perché non derivanti da rilievi effettuati nei vigneti. Quest’anno per esempio la peronospora ha colpito in maniera grave soprattutto al nord, ma anche il alcune regioni del sud. Chi sa valutare i danni che essa ha determinato? Eppure le denunce di produzione saranno simili a quelle precedenti e conformi ai limiti dei disciplinari delle DOC e DOCG. Tanto a colmare il mancante ci penserà la nutella (così si chiama nel gergo dei frodatori il vino da taglio meridionale, l’ancelotta, il concentrato da osmosi inversa di aglianico, nero d’Avola ecc.).
A proposito da tanti anni in alcune zone a denominazione di origine si produce più del doppio rispetto ai massimi consentiti, ma si continua a beneficiare della DOC. La verità è nota, ma la legge non è fatta osservare.
Quando lo scrivente (Prof. Fregoni) divenne presidente del Comitato Nazionale delle denominazioni di origine, tenne un rapporto di fronte al Ministro dell’Agricoltura rilevando che peronospora, siccità, grandine e ogni altra calamità naturale non intaccavano le produzioni dei vigneti iscritti agli albi delle DOC-DOCG, ma solo quella dei vigneti di uva da tavola. Prova ne sia che le produzioni denunciate per le DOC e le DOCG sono andate aumentando negli anni, ed è ancora così. Nonostante ciò oltre 100’000 ettari di vigneti iscritti agli albi non vengano mai considerati nelle denunce. Perché questi non vengono soppressi dagli albi dei vigneti? Perché non vengono revocate le DOC non rivendicate? Nonostante la legge 154/92 lo preveda, sono passati sedici anni senza l’applicazione della norma.
Nelle denunce di produzione vi sono falle anche più clamorose: la produzione del 2007, ad esempio, non sarebbe stata di 42 milioni di ettolitri (quella ufficiale) ma di 47 milioni di ettolitri. Fra le cause l’influenza di 50’000 ettari di vigneti abusivi.
La 154/92 affida ad alcune istituzioni i controlli nei vigneti delle DOC-DOCG, ma nessuno li effettua.
I metodi per determinare la produzione nei vigneti esistono, da quelli tradizionali a terra a quelli basati sul telerilevamento satellitare, ma si attende un altro scandalo che coinvolga tutto il vino italiano prima di passare alla loro applicazione.
La magistratura toscana ha reagito e agito: perché nelle altre regioni non si fa altrettanto?”

Queste domande poste non da un Carneade qualunque ma da uno dei massimi esperti del mondo vitivinicolo italiano, dovrebbero stimolare il Ministro della tolleranza zero contro le frodi alimentari a prendere dei decisi provvedimenti anche in questo settore, dove il caso del Brunello ha ampiamente dimostrato che non esistono oasi virtuose nemmeno tra le denominazioni più ricche e famose, costantemente sotto i riflettori e sotto le papille dei più validi assaggiatori del mondo.
Luk

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About Luca Risso

Luca non è un esperto di vino nel senso comune del termine, anzi non è affatto un esperto ma piuttosto un entusiasta del vino, un curioso di tutto ciò che è collegato con la cultura del vino del paese (Italia) e della regione (Liguria) in cui vive. La sua formazione personale lo rende particolarmente interessato agli aspetti teorici e tecnici della viticoltura e della vinificazione, al punto di piantatura una propria vigna microscopica e di produrre alcune bottiglie del Merlot. La sua esperienza è documentata nella rubrica "Vino in garage" del portale enogastronomico www.tigulliovino.it .

2 thoughts on “Un po’ di nutella per il Ministro Zaia

  1. Luca-Vino

    Il primo passo è sempre quello di dirle le cose, diamogliene atto.
    Poi a noi manca la cultura delle regole chiare sulla qualità e della pena certa per chi le infrange (vedi americani).
    Staremo a vedere quali fatti seguiranno…

  2. flaminio cozzaglio

    …e ogni altra calamità naturale non intaccavano le produzioni dei vigneti iscritti agli albi delle DOC DOCG , ma solo quella dei vigneti di uva da tavola ….
    Commento cosa ? a) Fregoni non sa contare b) Fregoni è un bugiardo c) qualche produttore di vini da rivista dovrebbe alloggiare in galera . Temo di fare un torto a quegli uomini d’onore , lo temo davvero , ma la c) è l’unica risposta VERA

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