Suggestioni caucasiche

Luca Risso 2007-04-21T17:48:49+00:000000004930200704 Vino @it

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Suggestione n°1
Durante il Vinitaly ho assaggiato i vini della cantina georgiana Badagoni. Parli di Caucaso e pensi alle anfore. E invece tutti i vini rossi (a base Saperavi) e bianchi (a base Rkatsiteli) sono vinificati in acciaio e la supervisione tecnica è affidata all’enologo italiano Donato Lanati, fondatore dei laboratori ENOSIS. Dimenticavo. Il vino più convincente per correttezza dei profumi e rotondità del gusto era proposto agli operatori (enoteche ecc.) a 1.80 euro la bottiglia.


Suggestione n°2
Sono passato dal Podere Guado al Melo, dove ho avuto modo di visitare quel piccolo (bè, piccolo nemmeno tanto..) gioiello che è la cantina immersa nei vigneti e nei boschi di lecci. E’ un vero spettacolo che consiglio a tutti quelli che hanno un po’ di tempo a disposizione. Ho quindi acquistato un paio di bottiglie del loro rosso Jassarte, prodotto secondo quanto comunicato nel sito, “con vitigni mediterranei e di origine caucasica (a base di Syrah, Alicante e Malvasia Nera)”. Già, ma quali sono questi vitigni caucasici messi a dimora in piccole quantità nel podere?
La simpatica Annalisa alla fine, non senza una certa insistenza da parte mia, lo ha messo nero su bianco! Eccoli:
Alexandrouli, Mujuretuli, Ojaleshi, Saperavi, Tsicobilia e Zerdagi.

PS
Jassarte era il nome antico del fiume SyrDarja, in Kazakistan, che separava il mondo occidentale dalle terre orientali. Un limite quindi, ma come dice Annalisa, anche un ponte, tra mondi culture e, perché no, vitigni.

Luk

“Suggestioni caucasiche”

  1. pierovini :

    Ho visitato anch’io lo stand di Badagoni e devo dire che l’antica viticoltura caucasica, benchè in parte rivisitata, non mi ha assolutamente deluso!! Buona Salute a Tutti!! Pierluigi Salvatore

  2. Luca Risso :

    E’ giusto modernizzare un po’ la propria produzione in funzione del mercato che si vuole aggredire. Lo hanno fatto anche i nostri produttori quando hanno voluto vendere i loro vini negli USA.
    Nonostante ciò quello che ho assaggiato mi è sembrato non dico caratteristico (non ho nessuna cognizione di vini georgiani), ma “diverso” sì.

    Luk